La correzione a quattro agenti: come Zenradar trasforma un punteggio basso in testo pronto da incollare
Di cosa parla l'episodio
Quando il report di Zenradar mostra un punteggio basso, entrano in gioco quattro agenti IA: l'analista individua dove si perdono punti, lo stratega definisce le priorita, il redattore scrive le correzioni esatte, e il vigilante rimisura ogni settimana. Due voci ripercorrono il flusso pensato per un titolare di PMI un lunedi mattina, notando che non serve installare codice ne firmare alcun impegno.
Le IA citano il suo sito?
Faccia il test gratuito in 2 minuti.
Fare il test gratuito → Vedere le offerteTrascrizione dell'episodio
Allora, mettiamo caso che si passi un sacco di tempo, magari mesi interi, a ottimizzare un sito web per arrivare al primo posto su Google. Si festeggia, insomma, si pensa di avercela fatta. E poi, all'improvviso, ci si rende conto che gli utenti non stanno più cercando lì. Chi fa ricerche online oggi fa domande direttamente all'intelligenza artificiale. E magari l'intelligenza artificiale sta raccomandando proprio il peggio un concorrente sulla piazza.
Sì, guarda, è il vero incubo digitale di oggi. Ed è proprio il motivo per cui, diciamo, misurare la propria presenza online come se fosse una vecchia classifica statica, non funziona più. I motori di ricerca tradizionali restituiscono una lista di link, funzionano un po'come le norme e indice di una biblioteca. Ma i modelli linguistici avanzati, cioè, operano in un modo completamente diverso. Assolutamente. Ed è per esplorare questa specie di palude diagnostica che oggi dedichiamo la Questa è una piattaforma dedicata proprio alla visibilità su Google e soprattutto sulle intelligenze artificiali.
La missione di oggi è capire in modo diretto e concreto come sta cambiando la ricerca online. Senza usare gergo tecnico, perché essere primi su Google oggi racconta solo metà della storia. Verissimo. Per chiunque gestisca un progetto online, sapere se si esiste o meno per questi nuovi motori è vitale. Per capirlo bisogna smettere di pensare alla vecchia biblioteca e iniziare a immaginare queste intelligenze artificiali come un assistente esecutivo estremamente impaziente. Un assistente che decisamente non ha tempo da perdere.
Ma infatti non vuole certo leggere dieci libri per trovare una risposta. Vuole un riassunto su un post-it pronto da consegnare al suo capo. E se il sito non fornisce le informazioni nel formato adatto per quel post-it, praticamente non esiste. Chiaro. Ed è qui che la documentazione di Zerradar diventa interessante, perché non si limita a interrogare il vecchio Google. Va alla fonte del problema, testando esattamente quegli assistenti impazienti.
Parliamo di strumenti specifici e li leggo testualmente perché è cruciale, ovvero ChatGPT, Perplexity, Gemini, Claude, AI Overviews, Concorrente. Quell'ultima parola, ecco, concorrente. E forse l'aspetto più brutale di questa analisi. Ma è assolutamente necessario. Il sistema, cioè non si accontenta di dare una risposta binaria, segnalando solo se un sito è assente.
Va oltre e risponde a una domanda molto scomoda. A parità di ricerca, svela esattamente quale specifico concorrente viene citato al posto del sito analizzato. Che è un po'come organizzare la festa del secolo, curare tutto nei minimi dettagli, per poi scoprire che tutti i di invitati sono andati a casa del vicino. Fa malissimo. A questo proposito però, leggendo le fonti, mi è venuto un dubbio tecnico. Dimmi. Prima abbiamo menzionato le AI Overviews.
Che per chiarire, sono quei riassunti generati dall'intelligenza artificiale di Google che a volte compaiono in cima alla pagina. Sappiamo che si attivano per domande complesse, ma se cerco semplicemente il nome di un brand spesso non appaiono affatto. In quel caso, ZenRaider vede che non ci sei e assegna un punteggio negativo. È un ottimo punto. La scheda tecnica chiarisce perfettamente questa dinamica ed è una rassicurazione importante.
Una domanda non posta non equivale mai a una risposta negativa. Se l'AI Overview non si innesca perché la ricerca non lo richiede, il report si limita a segnalarlo. Semplicemente lascia il punteggio intatto senza penalizzare nessuno. Ok, ha senso. Ma se invece scopriamo che un concorrente sta davvero rubando la scena, in base a quali criteri matematici le intelligenze artificiali scelgono chi citare?
La scheda scompone il punteggio di ZenRaider in 100 punti, basati su tre pilastro principali. Esatto, tre pilastri. 50 punti, quindi la metà esatta del totale, sono assegnate alle citazioni effettive sui motori. Poi ci sono 25 punti dedicati alla presenza di dati strutturati, nello specifico il formato JSON-LD. Aspetta, aspetta, avevamo promesso niente gergotecnico a chi ci ascolta.
Immagino che avere questi dati strutturati, il JSON-LD, non significhi solo avere una pagina ordinata, ma sia tipo una carta di identità leggibile dalle macchine. Precisamente, funziona come un'etichetta invisibile agli umani, ma che urla alle macchine esattamente di cosa parla quel testo. Perché è così vitale? Perché risparmia all'intelligenza artificiale un'enorme potenza di calcolo. L'IA long deve sforzarsi di indovinare il contesto.
Insomma, le macchine premiano chi rende loro il lavoro più facile e veloce. Quindi 75 punti su 100 premiano l'esistenza e la facilitazione del lavoro tecnico dell'algoritmo. Deduco che i restanti 25 punti riguardino il formato del contenuto vero proprio. Esatto, e qui le regole si fanno ferre. La risposta chiave deve trovarsi nelle primissime 100 parole.
È assolutamente necessario usare numeri concreti, liste, blocchi di domande e risposte, e avere una data visibile. Trovo affascinante, e anche un bel po'ironico, che per farsi scegliere da intelligenze artificiali capaci di elaborazioni impensabili, si debba scrivere in un modo così rigido, quasi telegrafico. È un po'un paradosso, sì. Ma succede perché i grandi modelli linguistici hanno una finestra di contesto limitata, mentre elaborano le risposte in tempo reale. Se l'informazione cruciale è sepolta al quarto paragrafo dopo mille premesse, l'IA semplicemente passa oltre.
Incredibile. Ora, per chi ascolta e magari si chiede se i propri progetti siano diventati invisibili a questi nuovi motori, la documentazione offre una soluzione pratica da applicare subito. È possibile effettuare una scansione diagnostica gratuita di 30 secondi. Era cosa interessante che non richiede di installare alcun codice. Il sistema legge la pagina pubblica esaminandola con gli stessi occhi di una macchina, dopodiché fornisce un piano d'azione pratico verso il punteggio perfetto. Il che ci lascia con un ultimo pensiero provocatorio.
Considerando che le intelligenze artificiali evolvono continuamente e i concorrenti di certo non restano fermi a guardare, raggiungere questo fantomatico 100 su 100 è una vittoria definitiva. O è solo l'illusione temporanea di avere il controllo su un algoritmo totalmente imprevedibile? Un bel dubbio da esplorare.
Altri episodi
- Pesarsi un solo giorno non basta: la visibilità nelle IA si misura nel tempo
- Cosa dipende da te nella visibilità dentro le IA, e cosa no
- Se l'IA non ti nomina, quale concorrente viene citato al tuo posto
- Il punteggio da 100 sulla visibilita IA, spiegato
- Quando un cliente cerca un'azienda come la tua, chi risponde?